Salernitana, fallimento tecnico ed altra stagione piena di rimpianti

Salernitana, fallimento tecnico ed altra stagione piena di rimpianti

È svanita l’illusione playoff per la Salernitana, sconfitta per la seconda volta di fila fra le mura amiche dopo aver perso un solo incontro all’Arechi fino al match contro l’Empoli di una settimana fa. Lo Spezia ha sbancato Salerno in rimonta, sfruttando le nefandezze di una squadra masochista, meritevole di non centrare gli spareggi promozione

È svanita l’illusione playoff per la Salernitana, sconfitta per la seconda volta di fila fra le mura amiche dopo aver perso un solo incontro all’Arechi fino al match contro l’Empoli di una settimana fa. Lo Spezia ha sbancato Salerno in rimonta, sfruttando le nefandezze di una squadra masochista, meritevole di non centrare gli spareggi promozione per effetto degli errori, sia individuali che di reparto, commessi stasera e non solo dagli interpreti in campo. Le colpe del fallimento sportivo granata sono da ascrivere anche a mister Ventura, alla dirigenza ed alla proprietà.

L’allenatore, pur avendo fatto vivere un torneo complessivamente sereno a tutto l’ambiente dopo le sofferenze patite nel corso della passata stagione, non ha rappresentato quel quid in più che tutti si sarebbero aspettati, specie nella gestione a gara in corso delle sostituzioni e delle tempistiche associate a queste ultime. Magra consolazione sono la media punti migliore da quando la squadra è in B sotto l’attuale proprietà, le sporadiche prestazioni spumeggianti offerte da una squadra altalenante, uterina e nervosa (sei rossi nelle ultime otto giornate di campionato, molti dei quali davvero ingenui) e la valorizzazione di calciatori poco reclamizzati ai nastri di partenza come Gondo e Cicerelli.

A parziale discolpa del mister, va detto che quest’ultimo ha dovuto spesso friggere il pesce con l’acqua per via di una rosa all’apparenza ampia e variegata, ma che, talvolta, ha rivelato delle falle nei reparti clou, come quello offensivo, laddove i calciatori con il miglior score stagionale sono quelli che erano considerati quarta e quinta scelta nelle gerarchie della vigilia (Djuric e Gondo). Pertanto, sia il mister che Fabiani avrebbero dovuto premere con la proprietà per migliorare il tasso tecnico della rosa a stagione in corso: Marras, Pettinari o Asencio avrebbero fatto migliore figura dei vari Jallow, Giannetti e Cerci, figure tutte avulse dal progetto tecnico granata. Jallow merita discorso a parte: ha fatto sei reti, ma é virtualmente divenuto un corpo estraneo alla squadra dopo gli screzi coi tifosi durante Salernitana-Crotone.

Anche contro lo Spezia sono emerse evidenti le lacune del reparto difensivo, i cui componenti hanno commesso svarioni a rotazione ed a iosa sia con modulo a tre che con modulo a quattro. Tra i centrocampisti, tutti sono stati altalenanti nel rendimento, fatta eccezione per Lombardi e Akpa Akpro, i migliori per distacco nella zona nevralgica del rettangolo verde. Chiosa ulteriore su Lombardi, gioiello di cristallo e con poche presenze all’attivo.

La partita odierna è stata lo specchio fedele della stagione granata, il cui cammino può essere assimilato a quello di un viaggiatore che, recandosi a Roma, non ha avuto modo di vedere il Papa talmente tante sono state le giornate vissute nelle posizioni nobili della classifica. Poi è giunta la lenta e inesorabile debacle post ripresa delle ostilità, fragorosamente manifestatasi nelle gare conclusive del torneo dopo aver fornito le prime avvisaglie nelle partite precedenti. La Salernitana ha concluso il torneo in evidente calo atletico con un rendimento da playout più che da playoff nelle ultime dieci gare (altrettanti sono stati i punti raccolti), con uno score complessivo di 14 sconfitte riportate.

Stasera la Salernitana è passata in vantaggio per effetto di una rete da antologia messa a segno da Gondo a coronamento di una straripante azione personale, ma poi si è sciolta come neve al sole permettendo da sola allo Spezia di tornare in gara. Migliorini ha commesso una nefandezza in disimpegno che ha causato il pareggio, Maistro si è fatto ingenuamente ammonire per secondo giallo riportato a valle di un fallo commesso in zona non pericolosa del campo e la frittata si è compiuta: lo Spezia per inerzia ha vinto la gara, dopo aver sprecato occasioni da rete a iosa, concretizzando un contropiede in extremis.

La Salernitana non ha perso stasera la possibilità di centrare i playoff. Le motivazioni del mancato raggiungimento di un obiettivo, ampiamente alla portata alla luce della mediocrità complessiva che ha contraddistinto il torneo, sono da ascrivere, oltre a quelle già menzionate, ad un rendimento esterno da brividi, ad una incapacità di gestire risultati e momenti topici delle sfide cruciali (pareggi interni contro Perugia e Frosinone), nonché talvolta (ciò non deve assolutamente rappresentare un alibi) ad alcune decisioni arbitrali che ne hanno danneggiato gli svolgimenti degli incontri (trasferta di Cremona e gara interna con l’Ascoli sopra tutti).

Tutti i fattori elencati finora hanno contribuito al conseguimento di un decimo posto dal sapore amaro e che certifica come la Salernitana sia stata un’incompiuta, potenzialmente costruita per ambire ad un piazzamento nelle zone nobili della classifica, ma con auspici puntualmente disattesi dall’inesorabile ed incontrovertibile giudizio del rettangolo verde.

Al fine di riaccendere l’entusiasmo sopito di una piazza che oggi ha avuto un lieve anelito di entusiasmo, ma che ha vissuto in maniera disillusa e quasi disamorata le sorti di questo torneo, Lotito e Mezzaroma dovranno rimboccarsi le maniche, programmando adeguatamente la prossima stagione, facendo tesoro degli errori commessi quest’anno e dimostrando di essere imprenditori seriamente desiderosi di centrare il definitivo salto di qualità nella loro esperienza salernitana.

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